Fabrizio Lori è una persona concreta e a volte di poche parole. I fatti sono quelli che parlano per lui e dicono di una bellissima esperienza come quella dell’Accademia Fabrizio Lori, nata solo da due anni, ma che ha saputo diventare un punto di riferimento per molti ragazzi attraverso l’associazione ASD Verso Onlus.
Un cammino che ha visto un uomo-simbolo come il grande campione Dario Hubner porsi alla guida tecnica dei ragazzi e che ha intenzione di migliorarsi sempre di più, con l’ambizione che il calcio sia veramente uno strumento per abbattere tutte le barriere.

Viviamo momenti molto particolari e difficili. Come si è mantenuta l’attività dell’Accademia nei confronti dei ragazzi e dei tecnici? Quali iniziative avete preso?
“In questo periodo tramite la tecnologia stiamo cercando di vedere i ragazzi e fargli fare degli allenamenti da casa per rimanere tutti connessi seppur a distanza. In questo all’ASD Verso sono veramente molto bravi perché giornalmente si sentono con i ragazzi e gli fanno fare degli esercizi per tenere viva l’attività”.

Dal punto di vista personale cosa ti ha colpito di più di questa situazione e in cosa ritieni che possiamo uscirne migliori di prima?
“Questo sicuramente è stato un periodo molto duro per tutti, mancano i valori umani nel senso di una carezza, un abbraccio dei propri cari. Comunque, questa esperienza fa capire ancora di più quanto sia importante la libertà per ogni individuo”.

Solo poco tempo fa era stato annunciato Dario Hubner come nuovo responsabile tecnico dell’Accademia. Un apporto “pesante” per i ragazzi. Come si era integrato in questo ambiente nuovo per lui?
“Beh, quando gli ho prospettato questo progetto è rimasto entusiasta ed ha subito accettato mettendosi in gioco senza riserve. Si è integrato benissimo con i ragazzi e non vede l’ora anche lui di ripartire alla grande!”.

Torniamo all’inizio. Quando è nata l’idea dell’Accademia e come si è sviluppata? Quali obiettivi si pone per il futuro?
“Avendo avuto un’esperienza professionistica col Mantova da Presidente, ho deciso di rientrare nel calcio però in una forma più pura e, avendo anche bambini, è nata l’idea due anni fa di creare questa Accademia per bambini e ragazzi diversamente abili.  L’obiettivo per il futuro è sicuramente quello di vincere il campionato di Quinta Categoria con questi ragazzi speciali che mi danno veramente grandi gioie”.

Il calcio è diventato un forma di integrazione sociale fortissima per il mondo della disabilità. Questo stop forzato quanto può influire sul processo di inclusione che era stato avviato?
“Sicuramente questo stop forzato ha influito  un po’ su tutti, perché fare tre mesi di quarantena non è stato facile per nessuno. Devo ripetere che quelli di ASD Verso sono stati eccezionali perché sono rimasti in contatto continuo con i ragazzi, facendoli allenare nonostante le difficoltà. Tutti in questo momento speriamo che si possa riaprire la stagione il prima possibile per poter fare gli allenamenti anche sul campo e ripartire pian piano”.