Una persona che non si tira indietro quando si tratta di spendere energie per il prossimo. Questo è Adriano Pistolesi, vulcanico allenatore dell’Ascoli fs (Polisportiva Borgo Solestà), da sempre in prima fila tra campo e volontariato, laddove la passione sportiva e l’impegno sociale diventano una cosa sola. Lo dice a chiare lettere che per lui quello che conta di più è il “Terzo Tempo” ovvero qual momento in cui ci si ritrova uniti dalla passione vera e dall’amicizia. Lasciamo volentieri a lui la parola per raccontarci questa stagione a tinte bianconere.

Come giudichi il cammino del Borgo Solestà/Ascoli fs fino a questo momento?
Il cammino del Borgo Solestà in questo campionato di Quinta Categoria è senz’altro positivo. Aldilà ‘ dei risultati, il gruppo è aumentato di iscrizioni è questo è un bene perché, purtroppo abbiamo disputato alcune gare molto rimaneggiati. Ora invece abbiamo la possibilità di cambiare spesso i ragazzi in campo, visto che si effettuano due gare nello stesso giorno. Voglio precisare che come Borgo Solestà portiamo avanti il Progetto FACCIAMO GOAL ALLA DISABILITÀ  dove, attraverso il gioco del calcio, integriamo ragazzi normodotati con i ragazzi diversamente abili della nostra società e delle altre società (circa 40 associazioni sportive), per un numero complessivo di  2500 ragazzi coinvolti. Quest’anno stiamo diffondendo il progetto in tutte le scuole della nostra città.

Per la tua esperienza personale, quanto è importante l’attività calcistica per far trovare ai ragazzi lo spirito di gruppo e di integrazione?
L’Attività’ calcistica è fondamentale, perché aiuta il ragazzo a sentirsi parte di qualcosa,e allo stesso tempo lo aiuta a definire la sua identità e rafforzare la sua autostima. Attraverso il confronto e il rispecchiamento con gli altri si annulla la diversità e si valorizza la soggettività di ognuno.

Puoi parlarci del progetto Zarepta? Cosa si propone e come sta procedendo?
Dovete sapere che, come Quinta Categoria-Marche, ad ogni raggruppamento, organizziamo il Terzo Tempo (pranzo) per tutti i partecipanti a titolo gratuito (atleti,istruttori e dirigenti), mentre genitori e simpatizzanti versano una piccola quota di offerta a titolo rimborso spese che poi viene donata in beneficenza. Nel raggruppamento del mese di febbraio abbiamo donato quanto raccolto, attraverso l’acquisto di generi alimentari, all’Associazione Zarepta, che offre il servizio mensa (pasto caldo) alle tante persone bisognose della nostra città e dintorni. La Zarepta offre inoltre un servizio doccia ed una casa-ospitalità, vicino all’ospedale, destinata ad offrire alloggio gratuito e temporaneo a coloro che debbono usufruire, per sé o per i familiari,delle strutture ospedaliere della nostra città. L’associazione conta circa 200 soci e 120 volontari attivi e noi come Quinta Categoria-Marche siamo veramente orgogliosi di aver aiutato nel nostro piccolo questa associazione. Penso di interpretare il pensiero di tutti quando dico che aiutare chi ha bisogno ti fa stare in pace con te stesso e con la tua coscienza.

Hai delle metodologie particolari in allenamento? Come adegui gli esercizi sulla base delle specificità di ogni giocatore?
Preciso che noi lavoriamo in team cosi composto: psicologa dello sport e psicoterapeuta, laureata in Scienze Motorie e Psicomotricista, allenatori abilitati Uefa B (due) e allenatore Uefa Pro calcio a 5 (uno). Quindi in campo o a bordo campo si vedono sempre queste figure che interagiscono tra loro con osservazione e valutazione per poi programmare le tappe evolutive successive dell’attività’. Le metodologie e la didattica in ambito calcistico non discostano molto da quelle dei normodotati: è stato solo un riadattare, in modo molto semplice, tutto quello che avevamo fatto in tanti anni con i normodotati. La seduta ha la stessa programmazione nelle varie fasi come per i normodotati: tecnica di base e tecnica applicata  vengono applicate in un unico anello di congiunzione che sono le situazioni di gioco in semplici dal 1c1 al 3c3 e complesse dal 4c3 al 7c7. Ritengo che le situazioni  contengano tutti gli elementi caratteristici del gioco: la palla, l’avversario, il compagno, le regole, uno spazio delimitato su cui muoversi ed agire con tempi da valutare, le pressioni psicologiche e il coinvolgimento emotivo. 
Quando prepariamo gli esercizi da svolgere durante la seduta di allenamento cerchiamo di inserire stimoli motori atti a migliorare o sviluppare lo schema corporeo, le capacita’ motorie di base, il tono muscolare, l’equilibrio, la coordinazione, le prassie, le capacità cognitive, l’attenzione, la memoria e il pensiero induttivo. Senza trascurare l’area psicologica, l’autostima, il controllo, il contenimento dell’ansia e la tolleranza alle frustrazioni e sentimenti. Per questo, con i ragazzi adottiamo diverse strategie per riuscire a far comprendere e interiorizzare il gesto tecnico o motorio, suddividendo le azioni complesse in sotto-azioni semplici, inserendo una comunicazione verbale (importantissima) semplice, chiara e diretta, accompagnata dall’azione visiva del gesto stesso  e quando serve interveniamo come supporto,come accompagnamento e guida di una parte del gesto. Poi gradatamente eliminiamo l’aiuto oppure semplifichiamo ulteriormente  gli esercizi sempre più simili al gesto prefissato.

C’è un momento di questo Torneo che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
Ad essere sincero, non c’è solo un momento, ma è tutto il Torneo ad essere nel cuore. Quando vedo arrivare al campo i ragazzi di tutte le società, con i borsoni, con gli istruttori, dirigenti mi riempiono  di gioia perché  riusciamo a dare quella normalità, che per noi può essere banale ma non per loro. Inoltre, abbiamo la certezza che comunque vada sara’ sempre una giornata di festa che si concluderà con il Terzo Tempo tutti insieme, pranzando, ridendo e socializzando.