Chi ama il calcio sa che il pallone ha sempre tante storie da raccontare. Storie che ci emozionano, ci fanno battere il cuore e ci lasciano qualcosa di speciale. Questa è la storia di Nipuna Kongaha, 26 anni. Vive a Milano con la mamma e la sorella e gioca nel Padova Fs. L’anno scorso ha segnato ben 19 gol nel Torneo di Quarta Categoria-Lombardia. Segni particolari: centrocampista e “milanista sfegatato”, come ci tiene a sottolineare durante la nostra chiacchierata.

Ci racconti qualcosa di te? La tua giornata tipo tra lavoro, studio e allenamenti?
“ Ho una settimana abbastanza piena. Lavoro sei giorni su sette in un hotel a Milano dove mi trovo molto bene con tutti, studio Scienze del Turismo alla Bicocca e il martedì vado agli allenamenti con i miei compagni di squadra. Nel tempo libero cerco di stare con gli amici che sono l’essenza della mia vita e appena posso vado a trovare mia mamma che lavora in farmacia. Faccio tante cose, ma sono contento”.

Come ti sei avvicinato allo sport e al calcio in particolare?
“È una storia che parte dal 2014. Dopo essere uscito dall’ospedale a seguito dell’aggressione subita nel 2008 da alcuni naziskin con danni cerebrali per lo shock vissuto, ero ingrassato per via dei farmaci che prendevo. Ero decisamente più rotondetto di ora ed avevo bisogno di rimettermi in gioco. Cercavo un modo per dimagrire e per riavere un contatto sociale con le persone. Volevo tornare a fidarmi della gente. Una cliente della farmacia dove lavora mia mamma mi aveva consigliato la Cooperativa Fraternità e Amicizia spingendomi per andare a provare. L’ho fatto e mi sono trovato bene con tutti fin da subito. Da lì ho deciso che volevo continuare con questa nuova avventura”.

Ti ricordi i primi allenamenti, le prime partite?
“All’inizio ricordo che ero un po’ impacciato e in verità mi sentivo goffo. Poi con l’aiuto del mister, dei miei compagni e con tanto impegno ho capito che se avessi continuato con questo tipo di percorso, avrei potuto trarre il meglio da questa esperienza. Volevo raggiungere l’obiettivo”.

Qual era il tuo?
“ Rimettermi in gioco e migliorarmi. Fare qualcosa di buono in futuro anche attraverso lo sport”.

Che calciatore sei? Descriviti con un pregio e un difetto.
“Sono un centrocampista centrale. Ho un piede buono e buona tecnica. Sono una persona responsabile in quello che dice e quello che fa. Forse un po’ timido. Mi piacerebbe essere un esempio per i ragazzi che in futuro vorranno far parte della nostra squadra”.

Parliamo del Padova Fs: ci racconti qualcosa della squadra e del mister, Davide Lovino?
“Il mister è una persona seria e buona. Quando c’è da scherzare lo facciamo tutti insieme, ma quando è il momento di lavorare siamo tutti attenti e responsabili. Con i miei compagni ci ritroviamo il martedì pomeriggio e ci alleniamo con impegno e voglia di stare insieme. Giochiamo e ci divertiamo molto sia in campo che fuori. Siamo un bel gruppo e indossiamo la maglia del Padova con orgoglio e responsabilità. Dobbiamo essere grati alla società che ci ha dato una bella opportunità”.

Una partita che ti è rimasta nel cuore?
“Quella del mio primo gol. Giocavamo contro l’Inter ed io sono milanista sfegatato fin da piccolo. Sentivo la partita più di altre e speravo di non perdere. Eravamo sullo 0 a 0 quando praticamente allo scadere del tempo, ho fatto gol e abbiamo vinto 1-0. Non ci potevo credere, è stata un’emozione unica! Sentivo la responsabilità quel giorno nei confronti dei miei compagni e volevo uscire dal campo con un buon risultato. Mi sono divertito molto”.

 Più volte hai parlato di responsabilità in questa intervista. Cosa vuol dire per te essere responsabile nella vita di tutti i giorni e nel calcio?
“Essere responsabili significa avere perseveranza nelle cose. Quando inizi qualcosa, devi continuare ed andare avanti. Responsabilità vuol dire porsi degli obiettivi, piccoli o grandi che siano, provare ogni volta a raggiungerli con serenità ma tanto impegno”.

Cos’è il calcio per Nipuna?
“Per me il calcio è uguaglianza. Siamo tutti uguali quando giochiamo a calcio. Non importa che si abbia un colore di pelle differente, maschio o femmina, disabile o meno. Sei come tutti gli altri. Le differenze si annullano”.

Ultima domanda: obiettivo per la nuova stagione? Superiamo i 19 gol?
“Non mi piace parlare prima. Di sicuro spero di fare meglio!”.