Dieci puntate da lei ideate e condotte su Rai Due per un docu-reality sociale dal titolo “O Anche No” che con ironia, intelligenza e grande sensibilità vuole rispondere a tutti i luoghi comuni sulla disabilità con l’obiettivo principale di promuovere l’inclusione, l’integrazione e l’educazione alla solidarietà. Questi gli ingredienti del nuovo format televisivo di Paola Severini, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica che da sempre sensibilizza l’opinione pubblica sull’importanza del terzo settore e che ogni domenica mattina dal 29 settembre, “scende in campo” per aprire una finestra sul mondo della disabilità. Un tema per ogni puntata con protagonisti giovani “ragazzi delicati”, come ama definirli lei, che lavorano nell’Albergo Etico di Roma (albergo che offre lavoro a chi ha una disabilità, ndr) e gli artisti del gruppo rock “Ladri di Carrozzelle” insieme ad ospiti illustri pronti ad interagire con loro. Come ci racconta Paola Severini in questa chiacchierata.

Da sempre ama le sfide e si occupa di disabilità e handicap senza pregiudizi e pietismi. Innanzitutto come nasce l’idea di questo format televisivo così innovativo?
“Nasce  dalla volontà di mettere al centro dell’attenzione un gruppo di ragazzi con disabilità che lavorano nell’Albergo Etico di Roma o suonano nel gruppo Ladri di Carrozzelle. O Anche No è un format tutto italiano, nato all’interno della RAI e non comprato, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle persone che faticano a  inserirsi nella società e nel mondo del lavoro a causa dei loro handicap: c’è bisogno di raccontare le cose come non è mai stato fatto prima e di mostrare come spesso queste siano molto più semplici di ciò che si crede”.

Qual è stata la vera sfida nel realizzare un programma TV su un tema così delicato di cui non si parla spesso?
“La sfida principale è quella di offrire uno sguardo nuovo, raccontando le vite dei giovani che lavorano nell’albergo romano e differenziandoci così da tutti gli altri programmi che trattano questi argomenti. Vogliamo solo raccontare”.

Dieci puntate, altrettanti argomenti e un unico denominatore: “da vicino nessuno è normale”, come recita lo slogan del programma. È davvero così?
Assolutamente sì, perché credo fermamente che la differenza sia una ricchezza e non un limite. Per anni  la TV ha mostrato e mostra tutt’ora la pornografia del dolore, mentre noi ci poniamo come obiettivo quello di raccontare persone spiritose e appassionate”.

Un ospite illustre in ogni puntata, i giovani come protagonisti e un linguaggio anticonvenzionale a sottolineare la “normalità” nella disabilità. La difficoltà maggiore incontrata nel realizzare il format e invece la soddisfazione più grande ottenuta?
“La difficoltà principale è stata proporre per la prima volta assoluta sulla TV pubblica un docu-reality su queste tematiche delicate; nonostante gli ostacoli, però, siamo riusciti a produrre un format che ha raccolto il favore del pubblico, il quale ci manifesta il suo gradimento ogni giorno attraverso numerose mail di sostegno e di apprezzamento, soprattutto da parte delle famiglie, pilastro della nostra società”.

Volti noti da sempre attenti al sociale hanno partecipato con entusiasmo raccontandosi senza filtro. Un momento significativo del programma oppure un aneddoto durante la realizzazione della trasmissione?
“Sicuramente uno dei momenti più significativi è stata la presenza in studio di Valentina Battistini, coordinatrice nazionale del progetto “Quarta Categoria”, il primo torneo di calcio a sette riservato ad atleti con disabilità. Perché lo sport, e il calcio in quanto tale, è uno strumento fondamentale di aggregazione e condivisione sociale”.

Domenica nella quinta puntata del programma si parlerà proprio di sport e della sua forte valenza educativa in grado di abbattere barriere e pregiudizi di ogni  genere con ospiti il vice presidente dell’Inter Javier Zanetti , uno dei simboli più amati del calcio e Valentina Battistini. Ci può accennare qualcosa della puntata che vedremo?
“Devo dire che nel corso della registrazione di Javier Zanetti mi ha colpito la sua umanità e la sua umiltà che è riuscito a mantenere nonostante il suo successo ed enorme popolarità. Di Valentina mi colpisce sempre più il suo impegno e la sua dedizione verso il progetto e soprattutto nei confronti dei ragazzi. Vedere la sua gioia nel renderli felici è bellissimo”.

Ultima domanda: la prossima sfida per Paola Severini?
Adesso sono impegnata nella produzione di un documentario sui 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino che andrà in onda il 9 novembre in seconda serata su Rai Tre. Poi certamente il nostro obiettivo è quello di riuscire a fare la seconda stagione di O Anche No per dare sempre spazio a più ragazzi possibili meno fortunati di noi”.