Hanno giocato sui tre campi di calcio tracciati in Piazza San Pietro dalle 8:30 di mattina con l’entusiasmo di sempre e la voglia di divertirsi questa volta davanti ad uno spettatore davvero speciale: Papa Francesco.

Protagonisti assoluti gli atleti delle squadre Special Feralpisalò, Livorno, Pisa e Reggiana che hanno vissuto una giornata indimenticabile in “trasferta” a Roma con la grande emozione, dopo aver giocato a pallone, di partecipare all’Udienza del Santo Padre.

Grazie alla Lega Pro, infatti, una delegazione di Quarta Categoria è riuscita a donare le proprie maglie al Pontefice, notoriamente grande appassionato e tifoso di calcio, che mercoledì è sceso in campo idealmente con Quarta Categoria e con gli atleti che hanno realizzato il sogno di poter essere vicino a Papa Francesco.

Vicino per quanto ci è stato concesso, ma non abbastanza per quanto lo sentiamo con affetto e trasporto nel cuore. Una gioia testimoniata dal sorriso stampato sui volti dei ragazzi che hanno indossato con orgoglio le maglie ufficiali della propria squadra senza risparmiarsi sul “terreno da gioco”, gli occhi colmi di soddisfazione per il dono consegnato e la felicità di aver trascorso una mattinata unica da custodire nel cuore gelosamente.

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Uniti più che mai dallo sport e dalla fede. Senza sentire sonno o stanchezza, nonostante le 16 ore di pullman in appena 48 ore pur di vedere e incontrare “Francesco”, tutti animati dal grande entusiasmo di abbracciare e stringere forte il Papa in grado di trasmettere con le sue parole e l’empatia totale con la gente tutta la sua forza, la serenità e la fede, anche a chi non crede.

Una festa dello sport e dello stare insieme. Perché lo sport è principalmente gioia, incontro, inclusione. È il “miracolo” del calcio. Tutti gli atleti uniti dalla passione di correre dietro ad un pallone che rotola senza barriere, con un senso di appartenenza e fratellanza. Perché mai come in queste occasioni lo sport diventa uno straordinario strumento di integrazione e socializzazione in grado di dare forza e coraggio.

Lo sport aiuta a mettersi in gioco in campo, ma ancora di più nella vita. A dimostrazione che non ci sono ostacoli che non si possono superare. Distanze che non si possono colmare, come dimostrano i nostri atleti. Sport e fede uniti. Non importa quale sia il proprio credo religioso. La cosa importante è avere fede in questa vita! E sul rettangolo di gioco, dove ci si sente squadra tutti insieme.

Per questo la giornata di mercoledì resterà in ognuno di noi e dei ragazzi di Quarta Categoria!