Si allenano due volte a settimana, il lunedì e il sabato, con impegno, dedizione e grande senso di responsabilità. Lo sa bene Francesco Moroni, il mister dello Spezia for Special, che crede fortemente nei suoi ragazzi, un gruppo “che si è formato dal niente due anni fa anche grazie al passaparola” (come racconta soddisfatto) e che ora si ritrova una squadra unita e perfettamente affiatata, una squadra che partecipa per il secondo anno consecutivo al torneo di Quarta Categoria indossando con orgoglio la maglia bianca dello Spezia Calcio. Con tanta voglia di provare ad essere protagonisti nel girone per un finale di stagione esaltante. Pronti a dare il massimo in campo come sempre.

Che stagione è stata finora per voi questa? 
“Una stagione totalmente differente dalla precedente. L’anno scorso i ragazzi vincevano praticamente tutte le gare, mentre ora non sempre i risultati sono dalla nostra parte e loro stanno imparando a perdere. È fondamentale nella vita come nello sport e sicuramente questo li farà crescere ancora di più e ne sono contento. Tra l’altro non è stato facile per noi finora perché praticamente per quasi tutta la prima parte della stagione abbiamo giocato senza un portiere. Questo ci ha naturalmente penalizzato e si vede dal numero di gol presi. Da poco ne abbiamo uno in rosa e sono sicuro che recupereremo punti in classifica. Siamo carichi!”.

Le squadre che temete di più? Che girone è ?
“Anche a guardare la classifica del girone si vede che la Cremonese Fs in particolare spicca insieme al Parma Fs A, mentre le altre sono quasi tutte allo stesso livello con noi e possiamo giocarcela pur rispettando ogni avversario. Dobbiamo fare il nostro percorso e impegnarci fino all’ultima giornata consapevoli che possiamo e dobbiamo migliorare. Credo che il terzo o quarto posto sia nelle nostre possibilità. Dobbiamo lavorare e allenarci bene, i risultati verranno”.

Che gruppo è ? E su cosa devono migliorare i ragazzi?
“È un gruppo di ragazzi giovani, forse per via della loro età mancano un po’ di grinta, ma cresceranno anche in questo senso. Senza fretta. Ma devo anche dire che tutti loro stanno facendo calcio come non hanno mai fatto prima. Vengono dal calcio a 5 e da quando partecipano a Quarta Categoria sono passati a giocare a sette. È stato un bel cambiamento, sicuramente non era facile e si sono impegnati molto. Ora si sentono in grado di giocare a pallone e soprattutto si sentono parte dello Spezia Calcio. Per loro è un motivo di orgoglio e soddisfazione. Fa bene anche la continuità sportiva e sanno che ci sono le partite, che devono farsi trovare pronti e allenarsi senza mai mancare. È un progetto a lungo termine. Sanno di avere questo impegno ed è un motivo di crescita sia personale che sportiva. Sai la cosa più bella di Quarta Categoria?”

Qual è?
“Sotto il punto di vista sportivo è stata una rivoluzione. Prima per noi il valore e il risultato sportivo erano sempre messi in secondo piano. C’era sempre infatti una medaglia per tutti, a prescindere da come andavano le cose. Ora, invece, c’è una dignità dello sport e mi spiego: ti devi allenare, impegnare, scendere in campo, giocare e onorare la maglia, sapendo che puoi vincere oppure perdere. Si fa calcio sul serio, dunque come tutti si vince e si perde. C’è l’inclusione , ma in primis si fa sport e per i ragazzi è fondamentale. Questo li fa rendere al massimo”.

Il tuo obiettivo personale?
“Sicuramente continuare a crescere insieme a loro. Mi piacerebbe mantenere il solito gruppo sia a livello umano che sportivo e condividere questo percorso ancora per molto tempo. Uniti come sono e siamo adesso”.