Giuseppe Tomasini è uno dei calciatori più amati nella storia del Cagliari, con cui vinse lo scudetto nel 1970 rimasto scolpito nella storia del Club sardo e di tutti i tifosi. Una lunga storia d’amore, la sua, con il calcio e con Cagliari che ancora continua come tutti i grandi amori che non finiscono quando ci si sceglie per sempre. Un feeling speciale ancora oggi tra l’ex difensore e il club rossoblu che ha pensato a lui per affidargli il ruolo di Direttore Sportivo della squadra Special adottata dalla società sarda e che partecipa al torneo di Quarta Categoria in Sardegna. Una nuova e bella avventura che sta vivendo con grande entusiasmo e dedizione come ci racconta in questa chiacchierata insieme.

È un ruolo inedito per lei che ama il calcio e lo conosce davvero come pochi. Ci racconta come nasce questa avventura da DS “Special”?
“Come tutte le cose belle un po’ per caso e in maniera inattesa. Il Cagliari Calcio mi ha scelto nel ruolo di Direttore Sportivo e mi ha contattato per chiedermi se avevo voglia di intraprendere questa bella esperienza. Naturalmente sono rimasto colpito e il fatto che abbiano ancora una volta pensato a me mi ha reso felice. È una bella ed importante opportunità per lavorare a contatto con i ragazzi che fanno parte della squadra e partecipano a questo progetto che trovo straordinario. Penso si possano fare tante cose belle insieme. Li sto conoscendo tutti e credo che dovrebbero esserci molti più progetti come Quarta Categoria, perché lo sport può fare molto per queste persone. È fondamentale infatti per i ragazzi giocare a calcio, partecipare ad un torneo e sentirsi soprattutto parte di un gruppo. È un modo importante di renderli partecipi, di sentirsi vivi e felici di stare insieme”.

Come vive il suo ruolo di DS e come si rapporta con i ragazzi?
“Lo vivo con orgoglio e grande senso del dovere com’è nel mio carattere. Cerco di essere sempre a disposizione e ringrazio il Cagliari Calcio per avermi dato questa meravigliosa opportunità. Mi emoziono quando li vedo giocare in campo, mi accorgo che spesso mi cercano con lo sguardo, magari durante un’azione di gioco in partita e voglio seguirli in tutto. So di essere un punto di riferimento per loro e questo mi rende felice. Sento una grande responsabilità nei loro confronti e allo stesso tempo un grande entusiasmo perché credo molto in questa nuova avventura”.

Da uomo di sport qual è, quanto è importante il calcio e quanto può fare per questi ragazzi?
“Per questi ragazzi lo sport è una linfa di vita. Il pallone che circola in mezzo ad un campo di calcio è una gratificazione per tutti. Chi non ha sognato almeno una volta nella vita un pallone che rotola verso la rete, la gioia di fare un dribbling, un goal e correre ad abbracciare i propri compagni di gioco? Per questo penso che il calcio è il motore principale che può favorire l’inclusione sociale e sono convinto che partecipare a Quarta categoria ci regalerà molte soddisfazioni”.

Cosa si augura per questa prima stagione sportiva?
“Guardi… mi piacerebbe risentirci tra qualche mese e raccontarle di come i ragazzi siano migliorati in campo e fuori, di quanto siano felici di far parte di un club storico come il Cagliari e indossarne la maglia e soprattutto di quanto siano felici e soddisfatti del percorso fatto finora. Sarebbe già un bel sogno realizzato, naturalmente con l’obiettivo di toglierci ancora molte soddisfazioni insieme”.