A fare da madrina per l’ultima giornata del Torneo Quarta Categoria-Lazio, una graditissima ospite d’onore: Amalia Falcone, avvocato della Lega Nazionale Dilettanti-FIGC, da sempre molto vicina a Quarta Categoria.
Abbiamo colto l’occasione per rivolgerle alcune domande.

“Sono molto lieta di essere presente in questa giornata bellissima. Anche l’anno scorso sono stata molto felice di partecipare, ma quest’anno ancora di più. Sono contenta di aver potuto premiare questi ragazzi meravigliosi”.

Avvocato, lei segue Quarta Categoria fin dal suo esordio. In questo lasso di tempo, cosa ha visto cambiare?
“Intanto dobbiamo ringraziare Valentina Battistini, che ha avuto questa meravigliosa idea – unica nel mondo del calcio – di dare la possibilità non solo ai giovani, ma anche alle famiglie di poter credere fortemente nella partecipazione e nell’aggregazione dello sport, permettendo ai ragazzi di esserne parte. Secondo me è un’iniziativa meravigliosa ed unica. Ritengo, dopo tanti anni di esperienza come avvocato e come collaboratore di società sportive, che Quarta Categoria abbia dato veramente tantissimo. Ho visto la passione che cresce in questi ragazzi e che diventa sempre più lo spirito di una vera competizione sportiva. Per loro correre in campo è rincorrere un sogno. La partecipazione, la gioia di vivere il calcio in questo modo, ti dà veramente una possibilità di crescita. E poi ho notato – da un anno all’altro – che sono diventati veramente bravi! Ed è una cosa che mi fa molto piacere. Un’altra cosa che apprezzo tantissimo è che non c’è assolutamente alcun tipo di coro offensivo. I ragazzi sono educatissimi, stanno alle regole del gioco sanno come si devono comportare. Questo è meraviglioso”.

Quali sono i passi ulteriori da fare per evolversi e per migliorare ancora di più?
“Quarta Categoria è una realtà importante oggi non soltanto per il calcio, ma per tutto il sistema sportivo. È l’habitat in cui questi ragazzi possono rincorrere e realizzare i loro sogni. Mi auguro che la FIGC prenda sempre più seriamente questa realtà come una competizione vera e propria, perché questi ragazzi ci sono talmente dentro che pensarla come un passatempo è riduttivo. Mi auguro veramente che la FIGC, come ha già dimostrato negli ultimi tempi, si faccia carico di questa di questa bellissima realtà è la supporti anche economicamente”.

Ultima domanda: lei è una donna di legge e di regole. Quale esempio ritiene che il calcio “superiore” debba o possa prendere da Quarta Categoria?
“Credo molto che noi adulti dobbiamo imparare dai giovani, dai bambini. Mi auguro che ad aiutare noi grandi ci sia sempre di più una partecipazione di ragazzi e di bambini delle scuole. Perché forse un adulto, guardando un bambino giocare può tornare ad esserlo un po’ e vedere il calcio con gli occhi più semplici, con una correttezza maggiore. Capisco che talvolta ci si fa trasportare dal tifo per la propria squadra del cuore, ma non bisogna mai rinunciare ad essere presenti a se stessi e non dimenticare che in qualunque manifestazione noi diamo comunque un esempio”.